
LUCE COLORI PAESAGGI DELL'ANIMA
UNA... PAGINA DI ARTE CONTEMPORANEA
Energia e impulso trascorrono nelle opere di Antonio Perilli, con intense vibrazioni e con la fascinazione della luce, ad inghiottire il buio e le tenebre che tentano di oscurarla. Tutto movimento, animazione, dinamismo espressivo ad esprimere la luce esteriore e quella interiore, sia letterale che metaforica, modus operandi dell’artista per combattere le zone buie della realtà. Così, nei paesaggi dell’artista Perilli, la luce rende possibile la percezione tridimensionale, mediante riflessi che rendono smaglianti o vibranti di minute tessiture i suoi paesaggi. (...) Con le sue dominanti cromatiche cambia la percezione dei colori che si assommano, si intrecciano, si proiettano verso l’esterno. Luce, dunque, come componente essenziale della propria genesi creativa, in grado di coglierne ogni valore semantico; luce, quale elemento interno alla composizione delle tele, in cui possono apparire sorgenti luminose concentrate o diffuse, effetti luministici (riflessi, riverberi), tavolozze cromatiche di diversa luminosità e saturazione, o come entità esterna, nella percezione dei colori e per i riflessi sulle superfici.
Luce talora simbolica che, nei paesaggi rappresentati, viene da dentro, non per mero vezzo stilistico, ma per significare il modo dell’artista di vedere, nel paesaggio, l’umanità. Dunque una pittura intesa come medium per accogliere la metafisica nelle nostre vite; una chance per scappare dalle città industrializzate, un’espressione di liberazione dai lacci del postmodernismo, con una visione forte e “ingombrante” degli spazi della natura. Dipingendo quasi null’altro che luce e aria, i paesaggi di Antonio Perilli creano un vuoto mozzafiato, nonostante la loro incredibile bellezza, quasi a riproporre l’esperienza della luce del sole, la sensazione del suo sorgere, lo spettacolo quotidiano del crepuscolo dai tanti colori e dell’alba dalle innumerevoli e impalpabili sfumature di bagliori mattutini.
Perciò, usando la luce e il colore per colpire lo spettatore con matrici ammalianti e illusioni enigmatiche, i paesaggi trovano nuova vita e un rinnovato rilievo.
Impresa completamente umana è, infatti, l’abilità di Perilli di riempire ampi spazi con la meraviglia, celebrando l’ingegno e l’immaginazione dell’uomo, trasmettendo una sensazione di stupore. (...) Un’arte dunque sub specie lucis giacché essa, con i suoi aspetti cromatici, permea la nostra vita, è un fatto fondante della nostra esistenza, coinvolge ragione e emozione. Perché la luce, abbinata ai materiali e alle forme più disparate, modifica profondamente la percezione dello spazio; permette di superare i limiti imposti dagli schemi usuali; integra in una unica sensazione gli effetti del dinamico sovrapporsi di colori, nella ricerca costante di un impatto emozionale. (...) Così un sottile fil rouge collega tutte le opere esposte e, mentre la luce allontana, respinge, si distacca, si segnala per essere “altro”, attira nel suo sacro fuoco il nostro artista, lo ammette al tavolo comune della Musa, lo accoglie nel cerchio magico del genio creativo. Una in diversa. E le opere, rese tali dalla luce, frantumano, deviano, polverizzano ogni immagine del mondo reale suggerendo, a chi le osserva, dubbi sul valore della propria esistenza, improvvisamente moltiplicata e riflessa all’infinito, attraverso la manipolazione e il complesso nesso dei variegati pigmenti.
Paola Di Felice